Dopo una notte agitata ed una colazione molto abbondante, vengo prelevato direttamente davanti all'albergo e portato all'autobus del tour guidato di oggi.
Si tratta, come dicevo, del "Golden circle": il tour che tocca tre attrazioni naturalistiche chiave per l'Islanda, nonché le più vicine da raggiungere in una singola giornata.
Ci viene fornito un piccolo tablet che funge da audioguida in 10 lingue selezionabili: sullo schermo c'è la mappa del percorso ed il gps ci dice dove siamo in ogni momento, attivando la guida interattiva in alcuni punti prestabiliti del percorso (ma attivabili anche manualmente).
La nostra guida umana, Eppa, è una vichinga con i capelli rossi, smilza ma strabordante: appena saliti ci sommerge di notizie ad aneddoti più o meno interessanti senza soluzione di continuità.
E' simpatica ma purtroppo sembra aver studiato l'inglese in India o in Pakistan, almeno in quanto a pronuncia, per cui fatico non poco a capire cosa dice.
Ci inoltriamo progressivamente nella brughiera parzialmente innevata che porta al parco nazionale di Pingavellir (pronuncia thingvettlr), cioè la "pianura del parlamento", patrimonio dell'Unesco.
Qui nel 930 fu fondato uno dei primi "parlamenti" del mondo, l'Althing, che si riuniva una volta all'anno per dirimere questioni importanti ed era un evento nazionale che attirava chiunque: persone comuni, saltimbanchi, commercianti, birrai...
Sempre qui nel 1000 d.C. si decise l'adozione del Cristianesimo come religione di stato, concedendo al tempo stesso la coesistenza della religione pagana ispirata ai miti norreni.
Fu l'unica volta al mondo in cui il Cristianesimo divenne religione di stato senza spargimenti di sangue (in compenso ci pensarono i luterani qualche secolo dopo).
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| (chissà cosa avranno pensato...) |
Questo è anche il luogo dove è nato e poi vissuto il più grande scrittore Islandese di tutti i tempi, l'unico mai insignito di un premio Nobel: Halldòr Laxness, autore di Salka Valka, Gente Indipendente e La Campana d'Islanda.
La piana di Pingavellir è percorsa dalla faglia continentale che divide le placca tettonica nordamericana da quella europea, le quali si allontanano di 2cm all'anno l'una dall'altra; la faglia è stata riempita in molti punti dalle acque del ghiacciaio Langjokull, fino ad alimentare il lago Pingvallavatn, il più grande d'Islanda.
Ci fermiamo per la prima volta poco dopo il lago per una passeggiatina sulla faglia, giusti giusti per beccare in pieno viso una fresca brezza condita con acqua e ghiaccio.
Tre quarti d'ora più tardi ripartiamo pimpanti alla volta del signor Strokkur, il geyser più grande attualmente in attività in Islanda.
I geyser prendono il loro nome da Geysir, il loro esponente più grande ma attualmente dormiente (ma può risvegliarsi in seguito ad attività vulcanica o ad un terremoto).
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| (in partenza...) |
Visto, fotografato e filmato Strokkur, vado a mangiare un boccone e venti minuti dopo siamo di nuovo sull'autobus, lambiti dalle parole della pakistana... ehm... della nostra guida islandese.
La prossima meta è Gullfoss, la cascata d'oro.
All'inizio del XX secolo la cascata venne venduta dal proprietario del terreno che ne è solcato ad una società inglese, intenzionata a costruire una centrale idroelettrica.
Ma la figlia, Sigridur, era fermamente contraria e fece di tutto pur di bloccare la costruzione della diga e della centrale idroelettrica, al punto di andare fino a Reykjavik a piedi per protesta ed infine minacciare di buttarsi nella cascata.
Alla fine la società rinunciò (anche perché sembra che l'anticipo dovuto fu pagato in ritardo rispetto ai termini pattuiti) e così Sigridur è ancora oggi ricordata come la prima ambientalista Islandese.
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| (onestamente non aveva tutti i torti, Sigridur) |
Terminato il giretto panoramico di Gullfoss risaliamo in autobus e torniamo verso la città.
Con un tragitto leggermente diverso rispetto all'andata, passiamo per una cittadina sita in una zona altamente sismica, una stazione geotermica ed un altopiano di campi di lava (ora innevato, ovviamente).
Restituisco il tablet, saluto la rossa e torno in albergo per un'altra cena con Gabriela e Reneé, sognando di riuscire a partire per Kulusuk domani.
















