Due baci fugaci nel buio, si caricano il borsone e lo zaino e si parte per l'aeroporto.
Sono le 4.56: è ancora molto buio ma la nebbia si vede benissimo...
Comunque, nonostante la bassa visibilità, arriviamo al Marco Polo in perfetto orario: sono assonnato ma carico!
Il volo delle 7.20 per Francoforte parte leggermente in ritardo ma fila liscio come l'olio.
il ritardo però fa sì che l'attesa del volo per Reykjavik sia abbastanza breve, quindi niente bratwurst delle 10...
L'aereo per Reykjavik parte con 40 minuti di ritardo per un motivo che è stato spiegato solo in tedesco per cui facciamo che ci fidiamo.
Dopo 3 ore e mezza siamo sui cieli islandesi e si "balla" un sacco.
Probabilmente devo aver preso la cosa con troppo poca nonchalance perché, quando atterriamo e sbuffo per lo scampato pericolo, la coppia seduta nella fila al mio fianco mi guarda e sorride comprensiva...
Recuperato il borsone, accedo al wireless dell'aeroporto giusto in tempo per avere possibili cattive notizie: una mail dalla Groenlandia mi avvisa che là sta nevicando e molto probabilmente domani non si parte.
Pazienza: intanto raggiungo la città e domani vedremo se effettivamente dovrò stare un paio di giorni in più qui in Islanda.
Il viaggio in autobus dall'aeroporto alla città è subito molto suggestivo: c'è un'unica strada che si snoda lungo un paesaggio lunare: distese di terra e rocce nere parzialmente coperte di muschio e neve, contornate da colline e montagne innevate all'orizzonte.
Dopo due cambi autobus raggiungo il centro città ed il 100 Iceland Hotel: piccolino, spartano, ma pulito.
Giusto il tempo per prendere possesso della stanza che già sono in strada ad aspettare un altro autobus, destinazione Blue Lagoon.
Il Blue Lagoon è una stazione termale a cielo aperto: un'enorme "vasca" ricavata nelle rocce laviche, rivestita di fanghi silicati ed alimentata da acqua geotermale naturale, la quale prende la sua temperatura di 40gradi da una faglia lavica profonda 1900 metri.
La stazione è frequentatissima: io ho prenotato circa un mese fa...
Percorso il viale di accesso tra le rocce laviche, si arriva ad una struttura ultra moderna di cemento, vetro e legno. All'entrata sono gentilissimi e mi forniscono un asciugamano ed un braccialetto elettronico waterproof con il quale si fa tutto: dall'apertura e chiusura degli armadietti, alle consumazioni (di cui una è inclusa).
Salgo nell'area spogliatoi e docce e quindi scendo all'accesso vero e proprio, dove vedo appesi decine e decine di accappatoi ed asciugamani... ma non dovrò mica uscire in costume con questo freddo, no?
Invece si.
In realtà, per i meno nordici, c'è uno scivolo che consente di uscire all'aperto già da dentro l'acqua.
| (queste foto sono di scarsa qualità ma in accappatoio a 0 gradi e con il vento a 20/30 nodi, diciamo che Ansel Adams può accompagnare solo...) |
Un posto semplicemente meraviglioso. Peccato sia così fuori mano...
Dopo oltre due ore inizio a sentirmi un po' "lesso" e quindi vado a fare la doccia e torno in città per il meritato riposo.


