05 febbraio 2019

02. Il materasso


Qualunque viaggiatore assennato preferirebbe intraprendere un viaggio in un luogo freddo, come in qualsiasi altro luogo non convenzionale, come la Groenlandia con un minimo di preparazione.
Uno come me, che non ha mai affrontato un'esperienza  - ed un freddo - di questa tipo, ma a cui piace l'organizzazione (in particolare dei viaggi), non poteva far altro che raccogliere i consigli di chi ci è già stato e tentare di documentarsi, leggendo i libri scritti da Robert Peroni, che in Groenlandia ci vive da una trentina di anni.
Come ho scritto, la definizione di questo viaggio è partita, nella mia testa, un pomeriggio di circa 2 anni fa a Venezia, conoscendo di persona uno degli autori della mostra fotografica che stavo ammirando: Paolo Solari Bozzi
Ho avuto la fortuna di risultargli simpatico al punto da ricevere in dono il suo libro e i più preziosi consigli su come affrontare questo viaggio.
Penso che Paolo abbia capito fin da subito che le mie molte domande nascondevano in realtà la nascente intenzioni di seguire le sue orme, un giorno.

Innanzitutto andava definita la destinazione.
La Groenlandia è l'isola più vasta del pianeta Terra, coperta in gran parte dai ghiacci, con una popolazione di circa 55000 persone, che vivono in villaggi situati lungo le coste.
Il clima è prevalentemente polare con zone più miti (la costa occidentale e meridionale) e zone più fredde battute dai venti (la costa orientale e la parte settentrionale).
La costa occidentale è la più frequentata e caratterizzata prevalentemente da un turismo "mordi e fuggi": uno stile di viaggio che non mi è mai interessato intraprendere.
Nella costa orientale, invece, c'è un minor afflusso turistico ma, sopratutto, c'è Tasiilaq: il villaggio in cui si è stabilito Robert Peroni che con il suo Hotel The Red House ospita i turisti che vogliono visitare la Groenlandia in modo più consapevole.
Su consiglio di Paolo, quindi, ho comprato  e "divorato" i tre libri scritti da Robert.
Infine, lo scorso settembre, compiuti i 40 anni, ho deciso definitivamente di andare, contattando Robert e mettendo in moto la "macchina": dal 20 febbraio al 6 marzo sarò finalmente in Groenlandia!

Ovviamente in un luogo freddo ci si deve vestire adeguatamente: ho in previsione di fare diverse escursioni e fotografie quindi starò all'aria aperta per diverse ore della giornata.
La cosa migliore è vestirsi a strati e con materiali caldi, esternamente impermeabili ma traspiranti.
Sono partito dagli scarponi, prendendo due "zatteroni" Sorel in Caribou, impermeabili e con seconda parte interna: praticamente potrebbero andare bene per un astronauta!
Quindi sono passato all'intimo con copertura totale (calzamaglie e maglie a maniche lunghe in tessuto tecnico e lana merino), alle maglie più e meno pesanti, ai pantaloni da sci ed infine è arrivato il momento di prendere una giacca adeguata.
Da qui nasce il titolo: quando ho chiesto a Paolo che tipo di giacca prendere lui mi ha risposto perentorio: "ma quale giacca? Ti serve un materasso!"
Ho optato quindi per un piumino Montura (un bel "materasso") che all'occorrenza posso inserire dentro una giacca wind-stopper della North Face.
Per proteggere il viso ho preso una "maschera" in tessuto tecnico che lascia scoperti solo gli occhi.
E per questi ultimi ho preso un paio di occhialoni da sci con le aperture anti-appannaggio ed il vetro anteriore staccabile all'occorrenza (oltre che lo spazio interno per gli occhiali da vista).
Le mani ovviamente non vanno lasciate scoperte, ma non potrò avere sempre i guanti grossi se voglio scattare foto.
Quindi avrò due paia di guanti, uno sopra l'altro: un paio relativamente sottile ma di un materiale tecnico particolare,  ed un altro paio più grossi da portare quando non devo scattare o preparare l'attrezzatura fotografica.
Tutto questo andrà inserito in un borsone che prenderò a breve (probabilmente sarà l'ultima cosa che comprerò prima di partire, per motivi contingenti).
Un borsone impermeabile e non una valigia rigida (che già avrei) per agevolarne il trasporto su mezzi non convenzionali...

In secondo luogo andava preparata l'attrezzatura fotografica.
In gran parte disponevo già di un discreto corredo costruito nel tempo e con la pazienza di saper trovare le giuste occasioni, negli ultimi mesi l'ho semplicemente integrato con qualche aggiunta mirata.
Per questo viaggio, sempre su consiglio di Paolo, mi sono dotato di uno zaino fotografico professionale più grande ma sopratutto impermeabile.
Il problema sarà fare la giusta cernita di cosa farci stare all'interno per avere la giusta attrezzatura ma un peso non eccessivo.

Di tutta questa attrezzatura e vestiario ho recentemente voluto fare un test in condizioni climatiche simili, per non dover scoprire la mancanza o l'inadeguatezza di qualcosa direttamente in Groenlandia.
Un test che mi è servito per pensare a qualche aggiustamento nel vestiario e ad una ancor maggiore attenzione nel comporre lo zaino.

Nel frattempo mancano due settimane al viaggio...